Intolleranza, non ti temo: 2 ricette senza lattosio

Eppure, io sono sempre stata un’accanita sostenitrice del burro. Nonostante il mio amore per l’olio extravergine di oliva (che non manco mai di ricordarvi in ogni singolo post), per me i dolci sono sinonimo di burro. Frolle profumate e fragranti, torte soffici e scioglievoli, sfoglie friabili e irresistibili. Per intenderci: io sono quel tipo di persona che più volte, in passato, si è svegliata all’alba per raggiungere pasticcerie d’eccellenza per una colazione di livello prima di arrivare in ufficio. Una di quelle che a Parigi riusciva a mangiare una media di 3 croissant al giorno senza sensi di colpa.

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Ecco, vi sembra giusto che proprio io abbia sviluppato una forte intolleranza al lattosio? Specifico “forte” perché non tutte le intolleranze sono uguali. C’è chi riesce a fare degli strappi alla regola più volte a settimana e chi, come me, non regge neanche un cioccolatino. Scherzi a parte, ogni tanto mi concedo qualche sregolatezza golosa (le mie eccezioni sono sempre dolci, non mi importa della mozzarella: datemi il mio saccottino quotidiano), ma si tratta di occasioni rare, perché purtroppo ho un livello di tolleranza pari a zero.

Non solo amo mangiare i dolci: adoro prepararli. Una passione che è venuta in mio soccorso, perché mi ha spinto a creare torte e biscotti diversi, modificare o inventare nuove ricette, per poter stare bene senza rinunciare ai piaceri più dolci. Non amo le sostituzioni: se un piatto vuole il burro, possiamo tentare di rimpiazzarlo con l’olio, ma non sarò mai lo stesso. I palliativi non fanno per me.

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(Ignorate il piatto di plastica: ero al lavoro e mi ero dimenticata il portapranzo!)

Ciò che voglio, invece, è rendere l’olio – quello extravergine di oliva – protagonista assoluto. L’ingrediente attorno al quale costruire la ricetta e non un mero rimpiazzo. L’olio, per me, non è mai la seconda scelta. Un giorno vi parlerò più diffusamente del mio rapporto con l’extravergine ma, per ora, basta così. Cominciamo con due ricette semplici e facilissime da preparare, perfette per ogni occasione.

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Il ciambellone più soffice del mondo

Una torta che sa di casa, di sapori genuini, di infanzia. Un gusto semplice che richiama alla mente la merenda da bambini, i pasticci con la mamma in cucina, le mani che si sporcano di farina per la prima volta. Un dolce di cui non ci si stanca mai, perfetto da inzuppare nel tè o nel latte a colazione, oppure da gustare da solo (la foto non rende, ma vi assicuro che è la torta più soffice mai mangiata in vita mia). Si conserva fino a 3/4 giorni.

1 tazza di bevanda vegetale a scelta

1 tazza di olio extravergine di oliva

2 tazze di zucchero

3 tazze di farina

3 uova

scorza di 1 limone (o arancia)

1 cucchiaino di lievito per dolci

Rompete le uova e unite lo zucchero, mescolare fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete la bevanda vegetale, l’olio e incorporare bene. Infine, unite un poco alla volta la farina mescolata con il lievito al composto liquido, aggiungete la scorza di limone e versate in una teglia ricoperta da carta forno (oppure precedentemente unta d’olio e cosparsa di farina). Infornate a 180°C per circa 25 minuti.

Per un tocco decorativo in più, un po’ di glassa al limone (o all’arancia): non ho le dosi precise, in questo caso bisogna andare a occhio, come ci insegnano le nonne. Versate 2/3 cucchiai di zucchero a velo in una ciotolina, aggiungete succo di limone e acqua e mescolate fino a che non otterrete la consistenza giusta (densa ma sufficientemente liquida per essere versata sul dolce). Ricoprite il dolce e lasciate solidificare (basteranno pochi secondi). La merenda è pronta!

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(In questo caso, soffermatevi pure sul contenitore di plastica: mi era stato venduto con della pasta fresca tempo fa ed è ancora con me, pulito e tenuto con cura. Se alle volte non riuscite a dire di no alla plastica, non buttatevi giù, e non buttate neanche il contenitore! Lavatelo e asciugatelo bene, e poi riciclate, riciclate e riciclate!) 

Ciambelline al vino a prova di imbranato

Un classico intramontabile della tradizione laziale e non solo: le ciambelline al vino accomunano un po’ tutte le regioni del Centro Italia, dall’Umbria all’Abruzzo. Si tratta di biscotti secchi semplici e saporiti, di quelli che non riservano mai cattive sorprese. Perfette da gustare a fine pasto, magari inzuppate in un buon bicchiere di passito o accompagnate da un rum. A voi la scelta: sono talmente sfiziose che vanno benissimo anche da sole. La ricetta che vi do è di una persona a me molto cara, una vecchia amica di famiglia che purtroppo non c’è più, bravissima a preparare dolci di ogni tipo (ricorderò sempre con amore le sue meringhe straordinarie). Pochi ingredienti, procedimento semplicissimo: ricetta infallibile, a prova di imbranato.

1 bicchiere di zucchero

1 bicchiere di olio extravergine di oliva

1 bicchiere di vino bianco

1 flaconcino di anice

Farina q.b.

Quanto basta, perché è impossibile decretare un numero di grammi preciso. Mescolate i liquidi con lo zucchero, poi iniziate ad aggiungere farina finché non ottenete un impasto morbido ma lavorabile con le mani. Una volta pronto, ricavate dei cordoncini piuttosto spessi, da arrotolare su se stessi fino a formare tante ciambelline della dimensione che si preferisce. Intingete ogni ciambella nello zucchero e poi cuocete in forno a 200°C per circa 10 minuti. Il tempo di cottura, naturalmente, varia a seconda della dimensione dei biscotti. Si conservano anche per molto tempo se ben chiuse in un barattolo o una latta.

Le mie varianti

Ci tenevo a riportare la ricetta di questa signora così come appuntata sul quadernino di mia madre, ma voglio anche dirvi alcune mie personali varianti. Intanto, io preferisco usare il vino rosso, che conferisce un colore più scuro alle ciambelline e un sapore più rustico. Solitamente, per ricoprire i biscotti mescolo un po’ di zucchero bianco con quello di canna, per rendere la crosticina ancora più croccante e dal colore bruno. Non uso quasi mai l’anice perché non la preferisco ma, se a voi piace, al posto dei flaconcini in vendita ai supermercati, potete aggiungere direttamente un po’ di sambuca (meno sprechi, più sapore). Oppure un liquore a vostra scelta per aromatizzare. In molti aggiungono anche del bicarbonato o del lievito per dolci, per rendere le ciambelle più friabili: con questa ricetta infallibile, non ho mai avuto problemi, per cui mi limito a questi pochi ingredienti.

Buon appetito!

Olivia 

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