Zero Waste Roma. Spesa sfusa e negozi sostenibili nella Capitale

Primo post in italiano. Del resto, è dedicato agli amici romani.

Quello della sostenibilità a Roma è un tema complesso. Anche fare la differenziata, qui, è difficile. O meglio, è semplicissimo, ma l’Ama cosa ne pensa? Sia chiaro, lungi da me iniziare uno di quei discorsi approssimativi/complottisti del tipo: “Tanto poi mischiano tutto insieme”. Ecco, no. È vero che il servizio dell’Ama lascia a desiderare e si potrebbero (dovrebbero?) scrivere pagine e pagine sull’argomento, ma non ora. Perché, cari i miei cospirazionisti dell’immondizia (sì, proprio voi, voi che per prevenire lo “Stato infame” astutamente gettate tutto insieme, plastica con vetro, alluminio con carta, assorbenti con travi di legno), il disservizio non può e non deve essere una scusa per non fare del nostro meglio.

IMG-0595 (1)

Perché è vero che il ruolo più importante lo giocano le politiche, le multinazionali, i governi e i poteri forti, gli enti che più di tutti hanno le capacità di cambiare le cose e ridurre fortemente i danni ambientali, ma è altrettanto vero che siamo anche noi, nel nostro piccolo, a dare il buon esempio. L’Ama lavora male? E quindi che facciamo? Non differenziamo per non “perdere tempo”? Risposta sbagliata. Occorre lavorare con costanza per migliorare il nostro stile di vita, giorno dopo giorno, senza perderci d’animo.

13346436_1766330556944721_7069933744391968078_n.jpg

Ognuno di noi ricopre un ruolo, piccolo, è vero, ma che ha pur sempre un peso sull’intera società. Se a cambiare sono solo io, probabilmente non servirà a nulla; se siamo in tanti, il messaggio prima o poi arriverà (basti vedere le recenti notizie circa il bando della plastica monouso entro il 2021). La parola chiave più ricercata sui motori di ricerca anglosassoni dell’ultimo anno? Single use. Monouso. Un dato che parla chiaro: la nostra voce inizia a farsi sentire, a rimbombare. E anche un piccolo coro può un giorno diventare un boato, se le voci continuano ad aumentare. Con toni decisi, fermi, chiari. Mai troppo alti, mai aggressivi. Semplici e diretti.

IMG-4667 (1).JPG

Ma andiamo avanti, perché il tema è davvero denso e merita di essere affrontato in un post a parte. Volevo parlarvi, quindi, di Roma, la mia città, un luogo che non smette mai di sorprendermi, che continua a regalarmi emozioni intense giorno dopo giorno. Una città che, nonostante la lunga conoscenza, sa spiazzarmi, lasciarmi senza fiato. Bella e verace, di una bellezza prepotente, sfacciata, senza filtri. Certo, ha il suo carico di difetti, un bagaglio dal peso non indifferente. Inutile nascondere l’incuria, la trascuratezza, la sciatteria (parola sgradevole da usare, ma necessaria) di tanti angoli, vicoli, piazze, strade principali e vie più defilate. Non ce n’è per nessuno: ogni quartiere ha la sua piaga, i suoi nei, ma anche i suoi pregi. Per fortuna, quello in cui mi sono trasferita da poco, Fonte Laurentina (la zona nuova) è una bellissima area circondata dal verde, un po’ fuori mano ma abbastanza vicino alle centrali Eur e Garbatella. Dunque, applicare lo stile di vita zero waste (non amo gli inglesismi, ma in questo caso faccio un’eccezione perché è un’espressione che rende di più l’idea) qui non è un’impresa facile. Ma è fattibile, ve lo assicuro, e soprattutto ci sono dei luoghi dove questa filosofia è condivisa.

FullSizeRender (4).jpg

Vorrei parlarvi (e tornerò a farlo a brevissimo) dei mercati, una delle mie passioni da sempre: mercati rionali, coperti, mercati contadini, a chilometro zero, ma anche mercatini dell’artigianato. Adoro l’anima dei mercati, i suoni, i colori, il ritmo di questi piccoli nuclei che pulsano di vita. Ma meritano un capitolo a parte perché, per fortuna, a Roma possiamo contare su una serie nutrita di indirizzi affidabili. Qui, vorrei indicarvi invece qualche insegna da non perdere per una spesa zero waste o un buono spuntino senza sensi di colpa. Naturalmente, vi parlerò – almeno per il momento – di negozi quasi esclusivamente a Roma Sud, dove ho sempre vissuto, sperando di potervi a breve offrire nuovi consigli. Senza ulteriori indugi, quindi, ecco i luoghi che ho scovato finora (se ne conoscete altri, non siate timidi: segnalatemeli!)

43326565_2228475774063528_2017845635037790208_n.jpg

  1. Wani Vegan Bakery. Premessa: non sono vegana e, ancora una volta, si tratta di un tema delicato e complesso, per cui per ora sorvoliamo e arriviamo al punto. Non seguo una dieta vegana, ma soffro di una forte intolleranza al lattosio che mi ha portata a cimentarmi con la realizzazione di dolci vegani. E, soprattutto, mi ha spinta a ricercare pasticcerie vegane (toglietemi tutto, ma non il cornetto) nella mia zona. Questa è stata la prima, entusiasmante scoperta: Wani. Un angolo di paradiso in zona San Paolo, via Chiabrera, un piccolo laboratorio artigianale con qualche tavolino e un bancone dove fermarsi a gustare una colazione di livello. Raramente ho assaggiato dei prodotti vegani così buoni. Ottimi i cornetti, dalla sfoglia scioglievole e profumata, la crema ricca e densa, per non parlare del meraviglioso pain au chocolat, un saccottino fragrante ripieno di cioccolata fondente. E poi bombette fritte, ciambelle, brownies (squisiti), biscotti e tartellette. E ci sono pure i cappuccini vegani, con latte di avena o soia. Ciò che amo di più di questo locale, però, è l’attenzione all’ambiente: tutto, qui, è compostabile e non solo: si può portare anche la propria tazza da casa e avere un piccolo sconto zero waste sul conto finale. E poi, lungo il bancone sono esposte locandine e volantini di iniziative solidali, vegan e non, progetti ambientalistici ed eventi a tema da seguire. C’è anche la scatola per il riciclo dei vecchi cellulari, che verranno riciclati grazie al lavoro del Jane Goodall Institute. E se non bastasse, per gli amanti della lettura, la pasticceria mette a disposizione una piccola selezione di libri a tema sulla dieta vegana, l’ambiente e le piante, da prendere in prestito e restituire entro un mese (io ho tardato un po’ per via del trasloco, ho scritto ai ragazzi e sono stati molto comprensivi e gentili). Una mini biblioteca creata grazie alle mance dei clienti: prima di andare via, se volete lasciate qualche moneta nella scatolina della biblio-mancia.43302796_2228475554063550_7789404738734260224_n
  1. Negozio Leggero. Siamo ancora nel quartiere San Paolo, Roma Sud. Lungo la stessa via (ricordatevela questa via Chiabrera, perché sta per tornare ancora) si trova il Negozio Leggero. La più bella scoperta degli ultimi tempi, un franchising italiano dedicato alla spesa sfusa, nato a Torino ma ormai presente in tante città della Penisola. I prodotti, selezionati dall’ente di ricerca Ecologos, sono tutti sostenibili, naturali, con un’etica dietro. E sono venduti sfusi, con possibilità di acquistare retine e bustine riutilizzabili in negozio oppure utilizzare le proprie. Si possono anche portare i barattoli da casa per legumi e farine, e poi i contenitori da riempire con detersivi per la pulizia della casa e saponi per l’igiene personale, tutti biologici, eco-sostenibili e delicati. Presenti anche saponette, trucchi, caramelle e biscotti sfusi, polenta, tante erbe aromatiche, spezie, tè, infusi e tisane. Non abbiate paura del prezzo: un altro vantaggio di acquistare sfuso è il risparmio.
  1. Delizia Marconi Profumi e Detersivi. Come si intuisce dal nome, si tratta di un negozio dedicato ai detersivi e le fragranze, per ambienti e per il corpo. Si trova in via Oderisi da Gubbio, la parallela di viale Marconi, in un angolino un po’ defilato ma facile da trovare. Piccolo ma ben rifornito, offre una selezione ampia di detersivi e saponi solidi, e anche una bella scelta di candele e lampade al sale rosa (io le adoro!). Da provare, se le trovate, le saponette al latte d’asina, super delicate e profumatissime.43221098_2228475570730215_2087098022725943296_n
  1. Comes. Eccoci di nuovo in via Chiabrera, al lato opposto di Negozio Leggero e Wani. Una bottega originale firmata Com.e.s., cooperativa che si occupa di sostenere i produttori dei paesi più poveri del Sud del mondo. Tè, caffè, zucchero, cacao e poi tanti oggetti artigianali bellissimi, colorati, variopinti, dai tessuti ai giocattoli. Non è tutto privo di packaging, ma gli alimenti sono biologici, vegani e provenienti da agricoltura sostenibile. Un bellissimo progetto da sostenere e soprattutto diffondere.
  1. La Sfuseria. Zona Conca d’Oro, piuttosto scomoda per me, sia dal lavoro che da casa, per cui non ho ancora avuto modo di andarci personalmente. So che è un negozio di soli prodotti sfusi, dove è possibile portare i propri contenitori oppure utilizzare quelli del negozio (ho scritto ai proprietari e mi hanno detto che sono tutti sacchetti in carta oppure in Mater Bi) . Hanno una bella pagina facebook dove viene mostrata l’ampia selezione di pasta, legumi, cereali e molto altro ancora, detersivi compresi. Cercherò di andarci al più presto e vi farò sapere.18527631_1929061034005005_52796719806458619_n
  1. Ecoposteria. Stavolta ci spostiamo un po’ fuori, sul mare, nel quartiere di Ostia, dove ho vissuto per diversi anni. Qui, i gentilissimi ragazzi di Ecoposteria lavorano sodo ogni giorno per cercare di modificare le abitudini delle persone, proponendo prodotti biologici, naturali e sostenibili. Hanno un ottimo reparto di alimenti, dalla pasta al riso, dai cereali alla birra, dal vino naturale al miele. Purtroppo, non è tutto privo di packaging (alcuni, come nel caso della pasta, sono anche in plastica), ma c’è un’attenzione estrema per la filiera agroalimentare: i proprietari si recano personalmente da ogni produttore per osservare dal vivo il lavoro in campo. E non mancano comunque i prodotti sfusi come riso, fiocchi d’avena, cereali e poi i detersivi e saponi (shampoo compreso) di Biolù, un marchio che ho avuto modo di provare in diverse occasione e con cui mi sono sempre trovata bene. C’è anche un angolo dedicato alla cosmesi, con oli essenziali, creme biologiche e naturali con ottimo inci (l’insieme degli ingredienti che compongono i cosmetici) e trucchi di prima scelta.
  1. La bottega color cannella. Ancora a Ostia, una bioprofumeria bellissima, che non deluderà le amanti della cosmesi e del makeup. Non posso dire che non ci sia plastica, perché la maggior parte delle creme (tutte ottime, ma che non compro più da tempo per via del packaging) sono confezionate nei classici tubetti di plastica. Ci sono, però, dei marchi di trucchi naturali sensibili all’argomento, primo fra tutti Couleur Caramel, uno dei miei preferiti (il fondotinta in stick è il migliore mai provato), e poi anche puroBio, che ha iniziato a proporre le ricariche per ombretti e simili. Non posso dirvi di più perché ancora non ho iniziato una ricerca minuziosa nel mondo del makeup (ne ho ancora tanto “implasticato” da finire e ne uso talmente poco che mi dura una vita), ma cercherò di informarmi meglio. Oltre ai trucchi, sono presenti tè, infusi e tisane – tutte sfuse – veramente buone.IMG-0439 (1).JPG
  1. Lush. A Roma ci sono diversi punti vendita, io solitamente vado a quello di Euroma2. Devo ammettere che le mie esperienze nello store non sono mai state molto positive perché trovo l’approccio delle commesse un po’ troppo pressante. Sono tutte molto gentili e sorridenti, ma – almeno per i miei gusti – troppo insistenti e a tratti invadenti. Ovviamente, è solo la mia impressione, ma ogni volta che esco dal negozio sono un po’ infastidita e soprattutto delusa dagli acquisti perché non riesco mai a fare compere con calma, senza sentirmi sotto pressione. A parte questo, ho delle remore per quanto riguarda la formulazione di alcuni prodotti, infatti non ne acquisto molti (ho scelto anni fa di passare a cosmetici e trucchi naturali, o quanto meno quanto più semplici possibili, e non ho intenzione di cambiare idea). Il motivo per cui mi sento di nominare Lush, però, è per la sua attenzione all’ambiente, da sempre molto più spiccata rispetto ad altri grandi marchi. Quasi tutti i cosmetici sono privi di packaging, e anche diversi trucchi (come il correttore). L’ultima volta ho acquistato la cipria trasparente Emotional Brilliance, che mi sta piacendo molto: è confezionata in un barattolo di plastica ma che può essere restituito. Le bath bombs sono sicuramente molto simpatiche e ne ho comprata una di recente, ma vorrei a breve provare a farle in casa.IMG-0266 (1)
  1. La Via delle Spezie. Via Blaserna, traversa di viale Marconi. Sono tanti i negozi specializzati in tè, spezie e tisane a Roma, ma questa piccola bottega mi piace particolarmente per la semplicità e la gentilezza delle proprietarie. Un tempio del gusto per chi, come me, ama rilassarsi davanti a una buona tazza di tè fumante. Fra i più buoni acquistati qui (naturalmente, tutti sfusi), il Blue Willow, una miscela di tè nero, mirtilli, lampone e fiori, dal profumo inebriante, dolce e avvolgente. Ma ci sono anche tè bianchi, verdi, infusi di frutta, fiori di camomilla e tante spezie. E poi cioccolate e creme spalmabili per i più golosi.

Un pensiero riguardo “Zero Waste Roma. Spesa sfusa e negozi sostenibili nella Capitale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...